In 30 capitoli ho provato a capirmi attraverso questo personaggio.
E finora le conclusion a cui sono arrivata sono che la vita non è propriamente lineare come quella dei libri e dei film…soprattutto quelli mentali che Spielberg levati proprio 😉 🙂

Questo libro è come una torta buona che ogni volta ritardi a finire perchè poi…poi non c’è più niente.

Mi chiedo quale sia il “giusto finale”, ammettendo che, anche nella vita in generale, ci sia un finale che possa essere “giusto”.
Un amore che è stato descritto in maniera così…pulita, profonda e sincera, merita di non essere vissuto?
Qual è il coronamento di un sentimento? La propria realizzazione?
Che effetto avrà fatto su Tom la presenza di Holly, in un giorno così importante?
Davvero certe cose e certe persone si possono…per così dire, dimenticare?

Mi rendo conto che sono le sensazioni a scandire il tempo.
Non sono I giorni o I tempi.
Gli amori o le delusioni non si dimenticano con il tempo, non ci ho mai creduto davvero.
Che sia trascorsa una settimana o che siano passati dieci anni.
Tutto scorre perchè ci mescoli insieme alter sensazioni, diverse ma comunque intense, vive.
Il guaio è che, senza queste ondate intense, rischi di restare lì, a quello scoglio, ad aspettare l’onda.

Capitolo 31.
Ho messo un punto.
Ho fatto un viaggio, dentro e fuori di me.
Ho amato.
Ho detto cose che non ho mai detto e fatto cose che non avrei mai fatto, se non avessi amato.
Mi sono lasciata lo spazio di vivermi tutto.
Questo viaggio senza bagaglio è strano…sembra leggero, nonostante la mia testa sia piena di cose ancora da incasellare, da masticare…da digerire.
In questi mesi è come se io abbia vissuto una vita intera.
Ho imparato a ripartire.
Questo ho imparato.
Si cade, si cade sempre. E non si impara a non cadere…anzi!!!!
Si cade sempre più violentemente.
E’ che ci si rialza. Ogni volta.

E so anche da cosa e da chi ripartire.
All’aeroporto ho comprato un quaderno e una penna nuovi 🙂
So da dove devo ripartire, per arrivare lì.

Che bella la gente negli aeroporti.
Sconosciuti legati dall’essere sospesi.
Siamo tutti sospesi.
Anche quando cavalchiamo l’onda di una scelta, di una gioia.

Su questa sedia scomoda posso pensare a te.
Posso pensarti, pensarci.
Posso tornare ai tuoi occhi, alla tua prima voce al telefono.
Alla chitarra di cui non mi hai mai parlato.
Ai sogni che forse stai già realizzando.
O forse no.
Ai baci che non ci daremo mai.
Alle cose che non mi hai mai detto.
Posso ripensare a come l’hai abbracciata.
A come ti ha stretto, davanti a tutti.
Posso immaginarti al taglio della cravatta, ai calici incrociati, al taglio della torta.
Penso a tutto quello che c’era nei gesti che ci siamo sempre nascosti,
E li rifarei tutti.
E penso se mi cercherai domani.

Non devo perdonarti niente.
E non voglio essere perdonata.

“Cause I don’t want you to forgive me

You’ll follow me down

You’ll follow me down

You’ll follow me down”