Capitolo 25.

“Hollyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy!!!!!”
“Jeeeeeeeeeeeeeen!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” 🙂

Che belli gli abbracci dei ritorni!
Jen nella sua follia è la compagna della mia vita.
Lei sembra sempre distratta da tutto e da tutti.
Ma è attenta a tutte le mie sfumature.

“Holly….mi sei mancata tantissimo.”
“E tu invece ci sei sempre stata. Come fanno gli amici, quelli veri. I pezzi di cuore.

Come sto?”

“Come una che sta facendo la cosa giusta”.

Per quanto siate in anticipo, per quanto abbiate calcolato tempi e spostamenti, la corsa sulle scale per arrivare in tempo avrà sempre una paura dentro.

“Dove corri, bambina?”
“Salve! Eh…dove corro…Corro…So dove…ma non so perchè. Ma corro.”
“Allora aspettami un attimo, faccio subito subito.”

Socchiuse la porta e rimasi sul pianerottolo.
Quell’attesa non sembrava avermi turbata…anzi.

“Ecco qui bambina!”

“No guardi…mi sa che si sbaglia. Questo ombrello non è mio!”

“Lo so cara. Sono vecchia ma con una bella memoria che alleno con le parole cruciate, tutti i giovedi!”

“ah ok…mi scusi! Non intendevo… 🙂 🙂
Lo tenga lei, non credo che mi serva! Ne ho un altro sicuramente in borsa….io perdo sempre treni e ombrelli…ma poi, in qualche modo, recupero tutto! 🙂 ”

“Credo che una scusa faccia sempre comodo, no?
Buon viaggio cara. Sii prudente!”

Frastornata, incredula e strana, ripresi la mia corsa per le scale.
“Credo che una scusa faccia sempre comodo, no?”
Questa frase mi accompagnò per tutto il tragitto in taxi.

Arrivai in aeroporto con due ore di anticipo.
Non presi caffè, non comprai il giornale.
Rimasi tutto il tempo seduta, a veder partire sul tabellone amori che sarebbero iniziati con quei voli, altri che sarebbero finiti.

Restai come bloccata sulla sedia.

“Ultima chiamata per il volo…..”

Aspettai l’ultima chiamata prima di imbarcarmi.